Concorsi pubblici 2021: via al decentramento delle prove Nella Legge di bilancio prendono vita i poli territoriali

 

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Concorsi pubblici 2021: via al decentramento delle prove. Come anticipato più volte in diversi articoli dedicati alle parole di Fabiana Dadone, attuale ministero per la Pubblica amministrazione, stanno per partire i nuovi concorsi 2021 che si svolgeranno con modalità del tutto diverse rispetto al passato. Sebbene la novità abbia riguardato fin dall’inizio i concorsi Ripam, è possibile che anche altre P.P.A.A. si adeguino alle nuove prove decentrate concorsi. Infatti, la differenza rispetto al passato consiste proprio nello svolgimento delle prove: queste si terranno in più sedi decentrate (e non invece in un’unica sede) ora istituite formalmente anche dalla Legge di bilancio 2021.

Prossimi concorsi pubblici 2021: le sedi

L’art. 162 della bozza della nuova Legge di bilancio 2021 prevede l’istituzione dei cosiddetti “poli avanzati”. Al fine di garantire lo svolgimento in modalità decentrata e digitale dei concorsi unici e per sostenere l’organizzazione flessibile del lavoro pubblico e la formazione del personale pubblico, il Dipartimento della funzione pubblica provvede all’istituzione, presso ogni Regione e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, dei Poli territoriali avanzati, anche mediante il recupero e riuso e il cambio di utilizzo degli immobili pubblici e dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Per la ricerca delle sedi in cui far sostenere le prove, si autorizza il Dipartimento della funzione pubblica a stipulare appositi accordi con:

  • l’Agenzia del Demanio;
  • l’Agenzia per i beni confiscati alla mafia;
  • le altre amministrazioni titolari di idonei beni immobili.

Questi poli non serviranno soltanto per l’espletamento dei concorsi, ma anche per agevolare il lavoro comune per i dipendenti pubblici, anche per ciò che riguarda formazione e lavoro agile.

Concorsi pubblici 2021 e prove: 150 poli regionali

Inizialmente si prevedono 150 poli a livello regionale anche se, come si sottolinea di seguito, potrebbero essere attivati anche poli più circoscritti a livello locale.

“I Poli saranno attivati a livello territoriale. Il numero inizialmente previsto è di 150, da suddividere tra le varie Regioni. Ma dove necessario, in una logica di prossimità, “si potrà prevedere anche l’attuazione di Poli a livello Comunale” (Fabiana Dadone).

Il coworking

Come già anticipato, i poli non serviranno solo a far svolgere le prove dei concorsi pubblici, ma “potranno svolgere, altresì, la funzione di hub per l’innovazione e la modernizzazione della P.a, anche grazie alla collaborazione con Università e centri di ricerca“. L’idea è quella di sfruttare le strutture anche come centri dedicati allo smart working e alla formazione dei dipendenti pubblici.

Tali spazi si apriranno anche all’interazione con il cittadino come luogo aperto per lo sviluppo delle competenze digitali e dell’innovazione. Ambienti, quindi, in cui l’amministrazione si apre al cittadino e condivide con esso gli spazi, nonché competenze e conoscenze.”

 

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