La Ragioneria dello Stato dice no ai contratti a tempo determinato del Recovery plan Il parere: "Creano nuovo precariato"

 

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Contratti tempo determinato e Recovery Plan. Con un parere rilasciato al Ministero dell’Istruzione, la Ragioneria dello Stato si è espressa a sfavore dei contratti a tempo determinato che sorreggeranno nuove assunzioni di tecnici ed esperti secondo quanto stabilito dal PNRR e dal Recovery Plan.

Il problema sarebbe il “nuovo precariato” che si verrebbe a formare con i nuovi contratti a termine che riuscirebbero a portare avanti progetti di breve periodo senza, però, garantire una stabilità occupazionale. Come ampiamente argomentato anche da Repubblica, la formula dei contratti a termine non convince l’organo statale che non ha condiviso lo strumento del contratto a tempo determinato. Vediamo i dettagli nei paragrafi successivi.

Contratti a tempo determinato: perché così tanti?

Per approfondire: leggi Concorsi per posti a tempo determinato: perché così tanti?

Il parere negativo della Ragioneria: i motivi

Le assunzioni “incriminate” sono quelle riservate al Miur alle quali, peraltro, si riferisce il parere rilasciato dalla Ragioneria. Si tratta nello specifico di 250 tecnici esperti da assumere in quanto vi è la “dalla necessità di dotarsi in tempi brevi delle figure professionali e delle strutture di livello dirigenziale necessarie a garantire l’attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza”.

Il problema di fondo è duplice: da un lato vi è la mancanza di coordinamento tra le Istituzioni, ciascuna delle quali sta procedendo ad assumere i tecnici secondo procedure autonome; dall’altro, invece, si rileva il nuovo precariato che assunzioni di questo tipo potrebbero generare.

La Ragioneria dunque invita le Istituzioni a “trattare l’argomento in modo omogeneo e unitario per tutte le amministrazioni interessate”.

In tema di precariato, si ricorda che Bruxelles ha mosso una critica all’Italia per l’eccesso di precariato nella pubblica amministrazione.

Questo parere si riferisce esclusivamente alle assunzioni dedicate al Ministero dell’Istruzione anche se la stessa Ragioneria evidenzia come stiano arrivando molte “richieste analoghe” proprio a causa dell’ingente quantità di tecnici esperti che bisogna assumere per dar luogo agli obiettivi europei.

Il punto è: siamo sicuri che il contratto a tempo determinato sia lo strumento migliore per procedere alle assunzioni?

 

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