Concorso Ministero della Giustizia: 18 posti come dirigente di esecuzione penitenziaria Nuovo concorso per laureati al Ministero

 

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4 min di lettura

Concorso Ministero della Giustizia: bando da 18 posti come dirigente di esecuzione penitenziaria. Nella Gazzetta ufficiale del 22 settembre è stato pubblicato un bando di concorso per nuove assunzioni al Ministero della giustizia. Dopo l’ultimo concorso 1000 operatori a tempo determinato, è la volta di uno dei nuovi concorsi per laureati 2020 attesi nell’esecuzione penitenziaria. Il bando prevede, infatti, l’accesso alla carriera dirigenziale penitenziaria per complessivi diciotto posti, a tempo indeterminato, di dirigenti di livello dirigenziale non generale, ruolo di dirigente di esecuzione penale esterna.

Concorso Ministero della giustizia da dirigente: chi è e cosa fa

La Direzione generale per l’Esecuzione penale esterna e di messa alla prova provvede all’organizzazione ed al coordinamento degli uffici territoriali per l’esecuzione penale esterna (UEPE). In particolare ha tra gli scopi quelli di:

  • monitorare le attività degli uffici di esecuzione penale esterna
  • tenere rapporti con gli enti locali e le organizzazioni di volontariato per l’attività trattamentale e per la stipula di convenzioni per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della messa alla prova
  • attuare ed eseguire i provvedimenti della magistratura di sorveglianza, ordinaria ed onoraria
  • organizzare i servizi per l’esecuzione delle pene non detentive e delle misure alternative alla detenzione o sanzioni di comunità
  • organizzare e coordinare le attività degli Uffici dell’esecuzione penale esterna negli istituti penitenziari.

Vengono svolti servizi di sostegno e consulenza ai detenuti domiciliari e si interviene sull’esecuzione delle sanzioni penali non detentive e delle misure alternative alla detenzione rivolte agli adulti. Inoltre, vengono proposti alla magistratura i programmi da applicare (affidamento in prova al servizio sociale, semilibertà, detenzione domiciliare, sanzioni sostitutive, messa alla prova, misure di sicurezza). Si tratta dunque di potenziare il regime diverso da quello delle sanzioni penali detentive.

I requisiti

Per accedere al concorso occorre una laurea magistrale o specialistica o titoli equiparati ed equipollenti tratti dal seguente elencoi: LM-87 – Servizio sociale e politiche sociali, LM-88 – Sociologia e ricerca sociale, LM-50 – Programmazione e gestione dei servizi educativi, LM-57 – Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione pedagogica continua, LM-85 – Scienze pedagogiche, LM-63 – Scienze delle pubbliche amministrazioni, LMG/01 – Giurisprudenza, LM/62 – Scienze della politica, LM-56 – Scienze dell’economia. Ammesse anche le lauree specialistiche consultabili nel bando.

Le prove

Il concorso di accesso al ruolo dei dirigenti penitenziari di esecuzione penale esterna della carriera dirigenziale penitenziaria consisterà in tre prove scritte e una prova orale.

La prima prova verterà sulle seguenti materie:

  • diritto dell’esecuzione penale con particolare riferimento al libro IV, titolo I, libro X del codice di procedura penale e diritto penitenziario, con particolare riferimento all’osservazione e trattamento dei condannati ed alle misure e sanzioni penali di comunità per adulti;
  • diritto amministrativo e contabilità di stato;
  • elementi di diritto costituzionale e pubblico;
  • elementi di diritto penale;
  • metodologia del servizio sociale con particolare riferimento al lavoro di rete e al lavoro di gruppo;
  • sociologia dell’organizzazione con particolare riferimento alla gestione dei gruppi di lavoro;
  • sociologia della marginalità e della devianza e criminologia.

Le ulteriori due prove scritte consisteranno nello svolgimento di due elaborati, vertenti sulle materie indicate di seguito:

  • a. diritto dell’esecuzione penale, diritto penitenziario, disciplina di cui agli articoli da 3 a 8 della legge n. 67/2014, decreto del Presidente della Repubblica n. 309/1990, art. 54, comma 6 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, articoli 186, comma 9 -bis e 187, comma 8 -bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, con particolare riferimento all’osservazione e trattamento dei condannati ed all’esecuzione delle misure alternative alla detenzione e alle sanzioni penali di comunità per adulti;
  • b. metodologia del servizio sociale, sociologia della devianza e criminologia, con riferimento allo studio delle condotte devianti ed antigiuridiche delle persone in esecuzione penale ed al trattamento delle stesse ai fini della prevenzione della recidiva e del reinserimento sociale.

La prova orale verterà sulle stesse materie delle tre prove scritte ed inoltre sulle seguenti materie:

  • diritto del lavoro con particolare riferimento alla disciplina del rapporto di pubblico impiego e del diritto sindacale;
  • elementi di procedura penale

Non è prevista una prova preselettiva.

Scarica il bando di concorso

Come preparare il concorso

 

 

 

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