Guida sulla riforma dei concorsi pubblici 2020 spiegata punto per punto. Come cambiano i nuovi bandi Tutte le novità sui concorsi pubblici 2020

 

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6 min di lettura

Come cambiano i nuovi concorsi pubblici. La riforma spiegata punto per punto. Sono giorni ormai che continuano ad arrivare in redazione domande e confronti sui nuovi concorsi pubblici 2020 e sulle modalità di svolgimento delle procedure selettive che sono state bandite di recente. Il Ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, aveva annunciato queste modifiche già da qualche tempo e solo adesso iniziano a diventare effettive. Continuano ad essere pubblicati in Gazzetta ufficiale bandi di concorso RIPAM e non solo, in cui sono già presenti le novità previste dal ministro. Cosa cambia realmente nei nuovi concorsi pubblici? Vediamo nei dettagli cosa prevede la riforma concorsi pubblici 2020.

Quali sono i concorsi interessati dalla riforma?

Come primo step è importante chiarire quali sono e quali saranno i concorsi interessati dalla “riforma Dadone”.

Come annunciato dal ministro un paio di giorni fa in una diretta Facebook, i concorsi pubblici al centro delle novità sono i concorsi diretti dal Dipartimento della funzione pubblica e, pertanto, i concorsi diretti e gestiti dalla Commissione Ripam.

Per chi non lo sapesse, la Commissione Ripam è stata istituita nel 2018 allo scopo di “accorpare” le procedure dei concorsi pubblici. Sul sito della Funzione Pubblica si può consultare il decreto istitutivo.

Quindi, sicuramente saranno toccati delle novità tutti i concorsi Ripam a venire. Per quanto riguarda, invece, i bandi delle altre amministrazioni non esiste un vero e proprio vincolo nell’adottare le modifiche che il ministro ha previsto. Occorre ricordare, infatti, che le misure sono state introdotte per facilitare lo svolgimento dei concorsi pubblici con il più alto tasso di partecipanti (quelli delle amministrazioni centrali, appunto) e che, pertanto, i concorsi negli enti locali potrebbero continuare a svolgersi come sempre.

La riforma dei concorsi pubblici 2020: i punti

La riforma Dadone riguarda una serie di aspetti non di poco conto in tutti i nuovi concorsi pubblici. Dal momento che le novità sono state introdotte anche in tempi diversi, può essere utile fare un ripasso dei punti principali attorno ai quali ruotano le novità delle procedure selettive bandite e da bandire quest’anno. Come anticipato, le novità riguardano sia la fase preparatoria dei concorsi che la fase effettiva di svolgimento delle prove. Vediamo nel dettaglio cosa cambia con i nuovi concorsi pubblici.

Registrazione con SPID

La registrazione ai portali online si può effettuare sia con credenziali classiche che tramite account SPID. Tuttavia, ed è questa la novità di rilievo, la candidatura potrà essere inoltrata solo con l’account SPID di Identità Digitale.

Per saperne di più sullo SPID consulta il nostro articolo: Cos’è un account SPID e come si ottiene?

Utilizzando le credenziali classiche (login con codice fiscale e password) si potrà accedere a tutte le altre funzioni del sistema, ma non all’invio della domanda di partecipazione al concorso. Il portale online per accedere ai nuovi concorsi è http://ripam.cloud.

La PEC diventa obbligatoria

Per partecipare ai nuovi concorsi sarà richiesto il possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata.

Per evitare che ci possano essere problemi di ogni tipo, è consigliabile avere ed utilizzare un proprio indirizzo PEC, e non una PEC intestata ad altra persona fisica o giuridica (come un’impresa).

La PEC si può richiedere ai diversi web provider dietro il pagamento di un canone annuo o tramite l’utilizzo di servizi in prova gratuita per un breve periodo di tempo.

Termine per presentare la domanda a 15 giorni

La domanda di partecipazione ai concorsi in questione si presenta entro quindici giorni dalla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale (non più 30 giorni come fino ad ora).

Vi preghiamo di prestare molta attenzione al termine di scadenza dal momento che una volta decorso inutilmente il periodo di 15 giorni non sarà più possibile partecipare al concorso.

Digitalizzazione delle prove

Tutte le fasi concorsuali si svolgeranno in telematico. Ciò riguarderà sia lo svolgimento delle prove effettive che l’invio degli eventuali titoli ulteriori da presentare. Le prove dei concorsi pubblici si svolgeranno al computer (cd. computer based) nelle scuole e nelle università pubbliche. Non è stato ancora reso noto il criterio di distribuzione delle sedi e neppure si sa quante sedi saranno attivate. Non esisteranno più prove da svolgere con carta e penna ma solo software di quiz e di videoscrittura. Anche la prova orale potrà svolgersi in videoconferenza oppure in modalità blended (mista), così come accadrà per il nuovo esame di Avvocato 2020 (candidato in sede ma in locale separato rispetto a quello in cui è presente la commissione).

Il motivo di una tale scelta, come dichiarato dal ministro, è quello di evitare lo spostamento non necessario delle persone da una regione all’altra.

Questo permetterà di velocizzare notevolmente la fase di correzione delle prove.

CV e motivazioni personali

Durante la compilazione della candidatura, è introdotta ora la possibilità di inserire le proprie esperienze personali e le motivazioni che spingono il candidato a presentarsi al concorso pubblico.

Sì a logica e soft skills

Oltre alle conoscenze teoriche e nozionistiche delle materie di esame, nei nuovi concorsi saranno introdotti sia la logica che l’accertamento delle soft skills.  La logica, per verità, già la conosciamo molto bene in quanto è da un po’ di tempo presente sia nei concorsi Ripam che in tanti altri concorsi. La vera novità sono le soft skills, ossia competenze trasversali richieste in ogni ambito lavorativo.

Per un approfondimento consulta: Le soft skills nei nuovi concorsi pubblici: cosa sono i test situazionali. Scarica Quiz pdf

Riforma concorsi pubblici 2020: cos’altro?

Anche se non annunciati, noi che siamo attenti ai bandi di concorso pubblicati ogni giorno abbiamo notato anche altre modifiche non di poco conto che se da un lato permettono di rendere più veloci e tempestivi i concorsi pubblici, dall’altro potrebbero non essere viste così di buon’occhio dai candidati.

Ad esempio, nel bando di concorso SNA 2020, abbiamo notato che è stata eliminata la possibilità di consultare codici e leggi durante le prove scritte (che ora sono due invece di tre).

 

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