Prossime assunzioni PA 2023: cosa ne pensano i partiti dei concorsi pubblici? Cosa ne pensano i partiti dei concorsi nei prossimi anni

 

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4 min di lettura

Prossime assunzioni PA 2023: il punto dei partiti sui concorsi pubblici? Si avvicina la data del 25 settembre in cui si esprimerà la preferenza per la nomina dei componenti della nuova legislatura italiana.

Tra i diversi punti affrontati dai partiti, oltre alla quotatissima crisi energetica e l’aspetto internazionale per la guerra tra Russia e Ucraina, si parla anche di lavoro e nuove assunzioni in Pubblica amministrazione. Con questo articolo si proverà a fare il punto della situazione per alcuni dei partiti politici che più apertamente hanno dichiarato cosa intendono fare laddove dovessero essere rappresentati in Parlamento.

Vediamo i dettagli delle prossime assunzioni P.A. 2023.

Prossime assunzioni PA 2023: i partiti

Partito democratico

Proprio negli ultimi giorni il P.D. ha pubblicato sui propri canali ufficiali il «Manifesto per il Sud e le Isole» che comprende, tra i diversi punti, anche un Piano di assunzioni. In particolare, si punta – secondo quanto riportato nel documento – ad oltre 900mila assunzioni entro il 2029 rispettando le clausole del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza su giovani e donne.

Nell’immediato, si punterebbe ad assumere entro il termine del 2023 quasi 300mila nuove unità di personale per ricolmare il fabbisogno e i vuoti di organico che si registrano, ormai dal 2008, in tutta Italia ma soprattutto al Sud e nelle Isole.

Tra i vari argomenti rientrano:

  • la creazione di un ufficio associato per la trasformazione digitale dei piccoli comuni, che spesso non hanno personale adeguato;
  • il finanziamento per l’istituzione di uffici sovracomunali che assumano personale in grado di accompagnare le piccole realtà locali nella trasformazione digitale;
  • un piano nazionale straordinario dedicato alla formazione e aggiornamento dei dipendenti con particolare attenzione ai temi della sicurezza informatica e della gestione dei dati.

Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle spalleggia le riforme della P.A. anche tramite nuove assunzioni. Tra le diverse aree su cui insistere rientra anche il settore dei servizi per l’impiego offerti dai Centri per l’impiego (CPI). Nelle ultime dichiarazioni, Giuseppe Conte ha rimarcato l’attribuzione di fondi alle Regioni per finanziare le assunzioni nei CPI durante gli scorsi anni sottolineando poi l’inadempienza di alcune Regioni nel procedere con i concorsi.

Inoltre, all’interno del programma pubblicato sul sito ufficiale del Movimento, si fa riguardo ad un piano assunzioni speciale per superare il sottodimensionamento delle strutture afferenti al Ministero della cultura.

Inoltre, sono introdotti temi come tecnologia e digitalizzazione che lasciano presumere un potenziamento di organico anche in questi ambiti.

Fratelli d’Italia

Giorgia Meloni ha dichiarato che le nuove assunzioni in P.A. costituiscono una condizione per le riforme da attuare anche per via del PNRR. Uno dei punti cardine del programma di Fratelli d’Italia è quello di riorganizzare e potenziare le strutture di monitoraggio delle risorse europee per rafforzare la verifica costante del loro utilizzo, aggiungendo strumenti per coadiuvare Stato, Regioni ed enti locali nella redazione e nell’attuazione dei progetti.

Dunque è presumibile che il potenziamento di cui si parla si tradurrà in prossime assunzioni PA 2023 da destinare all’ambito della progettazione europea e alla rendicontazione.

Azione

Nel Programma elettorale depositato a firma di Carlo Calenda si parla di rinnovamento della P.A. anche mediante assunzioni e ringiovanimento. Tra i diversi punti, si fa riferimento anche al valorizzare – oltre alle conoscenze tecniche – anche le competenze di carattere trasversale (manageriale, gestionale, ecc.) che il dipendente (o futuro dipendente) abbia maturato nel corso della propria attività lavorativa.

Inoltre, si vuole dare la possibilità per i dirigenti pubblici di compiere anche esperienze nel settore privato e viceversa, con adeguate garanzie di protezione dell’interesse pubblico da conflitti di interesse.

Infine, si vuole garantire una maggiore flessibilità ai Comuni per la scelta dei dipendenti a tempo determinato da attivare per le riforme PNRR.

 

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