• 25/03/2019
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  • Sprint Concorso TFA: come prepararsi al meglio per le prove

  • Arrivano le prove del 15 e del 16 aprile. Qualche suggerimento utile
  • Con il D.M. 21 febbraio 2019 il MIUR ha dato avvio ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I e II grado, per complessivi 14.224 posti le cui prove si svolgeranno il 15 aprile (di mattina per la Scuola dell’infanzia e di pomeriggio per la Scuola primaria) e il 16 aprile (di mattina per la Scuola Secondaria di I grado e di pomeriggio per la Scuola secondaria di II grado).
    Proviamo a vedere qualche suggerimento su come affrontare al meglio l’ultimo sprint di studio prima dei turni selettivi del concorso TFA. 

     

    Come saranno le prove TFA

    La formulazione dei diversi quesiti è stata rimessa all’autonomia dell’Università che gestirà poi il percorso di formazione. Ciò significa che le prove d’accesso al TFA, tra i diversi Atenei, saranno tutte diverse tra loro

    Il test preliminare, previsto dal decreto sostegno, è costituito da 60 quesiti formulati con cinque opzioni di risposta da svolgere in due ore.
    La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale zero punti.
    Chiaramente, dal momento che non è prevista diminuzione di punteggio in caso di risposta errata, conviene comunque provare a rispondere alle domande più incerte. Inoltre, non è troppo tardi iniziare a studiare: bisogna ricordarsi che il metodo di studio è soggettivo e che, con l’aiuto del manuale adatto, la preparazione può essere chiaramente agevolata e resa più veloce.
    Le Edizioni Simone hanno articolato la loro offerta in due diversi manuali per la preparazione alle prove TFA: il manuale per la scuola primaria e per l’infanzia ed il manuale per la scuola secondaria di primo e di secondo grado.
    Si tratta di manuali tra loro molto simili come base di partenza ma che si differenziano tenendo conto delle peculiarità delle competenze che richieste al futuro insegnante di sostegno. 

     

    Competenze linguistiche: vietato sbagliare

    Stando al decreto ministeriale che specifica le modalità delle prove nei diversi atenei italiani, almeno 20 domande verteranno sulle competenze linguistiche italiane.  Le Edizioni Simone,  accanto ai due manuali previsti per il TFA primaria e secondaria, ha pensato anche ad un manuale ad hoc per le competenze linguistiche.
    Dal momento che la risposta giusta a ben 20 domande su 60 consentirà di ottenere un buon punteggio di partenza, si consiglia di focalizzare l’attenzione prima sulle competenze linguistiche in modo da avere maggiore concentrazione. 

    Essendo il decreto vago nel precisare cosa si debba intendere per competenze linguistiche, per coprire ogni rischio, il manuale non soltanto prevede una prima parte sulla comprensione dei brani, ma anche una cospicua parte sulla logica linguistica in cui si troveranno molti quiz (analogie, sinonimi e contrari, serie di termini, comprensione e ragionamento verbale ecc.), completi di parte teorica e risposta commentata.
    Come se non bastasse, a fine libro troverete una selezione di alcune delle prove ufficiali del TFA 2016-2017, alcune più semplici altre più complesse, per esercitarvi proprio al meglio. 

     

    Libri “estendibili” per la preparaziona al concorso TFA

    Tutti i manuali che la Simone ha pensato per il percorso di specializzazione su sostegno sono corredati corpose estensionionline che aiuteranno la preparazione e lo studio. Inoltre, vi permetteranno di approfondire alcuni aspetti della preparazione che, sebbene siano stati trattati nei diversi manuali, hanno bisogno di particolare attenzione.
    Linee guida, orientamenti, note del MIUR, tecniche di intervento e di insegnamento e tanto altro ancora.
    Tra le diverse risorse online, liberamente consultabili cliccando sulla voce “Accedi alle risorse online” nella pagina del singolo manuale che vi interessa, spicca anche il software online per la simulazione dei quesiti attinenti alle prove della selezione. Troverai tantissime prove e potrai esercitarti sui quiz ufficiali.

     

    Perché è utile diventare insegnante di sostegno?

    Stando alle dichiarazioni e ai numeri pubblicati dal Miur, c’è un’assoluta carenza di docenti di sostegno.
    Portando a termine il percorso della specializzazione con i corsi che stanno per essere attivati, aumentano sensibilmente le possibilità di ottenere un incarico presso un istituto scolastico proprio dal momento che c’è urgenza di assumere figure così altamente qualificate e professionali.

     
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  • Alessio Caiaffa
     
  • Se hai suggerimenti, commenti o correzioni da segnalare, scrivi a blog.simoneconcorsi@simone.it
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