Brunetta: “Eliminata la logica dai concorsi pubblici”. Via anche le banche dati La svolta del Ministro Brunetta sui concorsi pubblici

 

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In occasione dell’incontro con gli studenti del corso di Economia e management delle amministrazioni pubbliche dell’Università Bocconi di Milano del 4 maggio, il Ministro Brunetta parla della riforma sui concorsi pubblici. Uno degli aspetti principali riguarda la logica nei concorsi pubblici, quale elemento da eliminare per garantire selezioni più incentrate sulle competenze e le conoscenze tecniche dei concorsisti.

Logica nei concorsi pubblici

Di seguito alcune dichiarazioni del ministro:

“Abbiamo avuto finora concorsi pubblici lenti, che duravano fino a quattro anni. L’inefficienza ha prodotto l’accumulazione di quantità enormi di concorrenti. Per filtrare, le amministrazioni hanno dovuto introdurre quiz selettivi, di tipo logico-matematico. I nostri giovani hanno dovuto dedicare il loro tempo non a migliorare il loro percorso di formazione, ma a mandare a memoria le banche dati di quiz.

Una devianza spaventosa, che ha generato intere generazioni di ‘concorsisti’. Ho voluto eliminarla, perché il mio obiettivo è di fare i concorsi in 100 giorni, semplificati, blindati rispetto alle manipolazioni e nell’ambito dei quali valorizzare i titoli legalmente riconosciuti, quelli di studio.

Tutto in funzione dei posti messi a concorso e del livello di specializzazione delle figure che si cercano.”

Anche se non si escludono modifiche a bandi di concorso pubblicati in precedenza (proprio come successo con il concorso Comune di Roma che prevedeva la logica, ora eliminata), è più probabile che le dichiarazioni di Brunetta si riferiscano ai concorsi futuri.

Dunque non dovrebbero più esserci, almeno a livello generale, logica e banche dati di quiz da memorizzare per superare le prove. I concorsi potrebbero tornare ad essere sul vecchio stampo, ossia senza banca dati di quesiti (dai quali estrarre i quiz delle prove) e senza la logica matematica.

Esperienza non agirà da filtro

“Ci saranno più concorsi l’anno, ci saranno modelli diversi di selezione che le amministrazioni potranno utilizzare, ci saranno tantissime occasioni per chi ha titoli basici.

E lo chiarisco una volta per tutte: l’esperienza potrà solo concorrere, insieme ai titoli di studio, alla formazione del punteggio finale. Non agirà da filtro. È una riforma dalla parte dei giovani e del valore della formazione”.

L’ufficialità delle dichiarazioni arriva anche dal Dipartimento della Funzione pubblica che ha pubblicato un estratto del discorso di oggi 4 maggio 2021.

 

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