A te (lettera a un’amica virtuale)

 

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3 min di lettura
Ieri una ragazza mi ha chiesto qualche consiglio per lo studio, in queste giornate surreali come un quadro di De Chirico, né feriali né festive, senza un calendario.
La quotidianità fitta di impegni e scadenze si è dissolta, rinviata a chissà quando.
La priorità, adesso, è arrestare l’ondata del virus, comportarsi responsabilmente e – soprattutto – non cedere alla paura.
Perciò, cara amica, stacca la tv e informati a piccole dosi, evitando di alimentare le paure con un sovraccarico di notizie.
E cambia direzione, approfittando di questo tempo dilatato per fare ordine, rimettere in fila le priorità.
Perché c’era un prima e c’è un dopo.
Prima lo studio e il lavoro si tenevano insieme in maniera complicata, ogni pagina letta era tempo prezioso sottratto al lavoro, alla famiglia.
Dopo, cioè adesso, il tempo è raddoppiato e puoi rimetterti in pari.
Perciò, se stai preparando il prossimo concorso, hai tutto il tempo per farlo.
Il concorso di giugno non ci sarà e se ne riparlerà in autunno.
Inizia oggi.
Stampa il materiale che pubblicherò ogni settimana sul blog MAXi (è lo stesso materiale che poi condivido sul gruppo).
È materiale selezionato, troverai soltanto argomenti di rilevanza concorsuale.
Poi comincia a esercitarti: la prima simulazione del concorso ci sarà il 28 marzo.
Le esercitazioni sono la parte più importante di questo corso non convenzionale, dove non servono iscrizioni e bonifici bancari ma soltanto costanza e impegno.
Infine, studia con disordine.
Da un certo punto in poi lo studio deve essere specialistico, settoriale, diverso – profondamente diverso – da quello universitario.
Perciò non devi fare ogni materia ripetendo i manuali dall’inizio alla fine (dai soggetti alla responsabilità per civile, dalle fonti alla pena per penale, dall’interesse legittimo al processo per amministrativo) per avere l’illusione di dominare ogni materia.
Lo studio produttivo è quello disorganizzato, perché al concorso gli argomenti estratti sono frutto di pura casualità e, all’interno di ciascuna traccia, gli argomenti da affrontare sono spesso lontani tra loro (reati-contratto, danni endofamiliari, parte generale del reato e singole fattispecie, ecc.): sta a te costruire il puzzle e fare ordine nel caos.
Nessuno scandalo, quindi, a studiare oggi un singolo contratto senza aver fatto tutta la parte generale sul negozio giuridico, o studiare il danno dinamico-relazionale senza aver prima esaminato le coordinate generali dell’art. 2059.
Con il tempo ti abituerai a questa elasticità, necessaria per il concorso.
Per il rest teniamoci in contatto, in questa piccola comunità virtuale. Che in questo momento, forse, è più reale del mondo là fuori.
P.S. Oggi, 18 marzo, è il giorno dell’uscita dei miei nuovi libri, i tre Codici MAXi di civile, penale e amministrativo, calibrati sul concorso in magistratura.
Oggi, 18 marzo, è il giorno in cui le librerie sono chiuse per decreto.
Presto tutto questo passerà, e quando le librerie riapriranno riscopriremo il gusto di andarci e guardare e sfogliare, come si è sempre fatto.
Sui nuovi Codici, con quello che accade, non è il caso di dilungarmi. Chi riuscirà a metterci le mani potrà dirmi che ne pensa.
Voglio solo dire “grazie” a tutti quelli che tengono in piedi, letteralmente, i libri. Perché un libro non è il frutto solitario di un autore ma è un lavoro collettivo, che coinvolge persone, intelligenze, tempo. Da un file word allo scaffale della libreria c’è un mondo che lavora, pensa e si sbatte. A questo mondo va il mio grazie, soprattutto in un momento così complicato.
 

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