• 04/07/2017
  • Tasse universitarie meno costose

  • La Legge di Stabilità 2017 introduce norme che agevolano l’accesso degli studenti in condizioni economiche svantaggiate
  • La Legge di Stabilità 2017  per la prima volta in Italia, esonera dal pagamento delle tasse universitarie per l’immatricolazione gli studenti che provengono da famiglie con Isee inferiore ai 13.000 euro annui.

     

    Per gli anni successivi al primo, invece, l’esenzione riguarda gli studenti che, non solo rientrano nel limite di reddito indicato, ma che soddisfano anche altri requisiti, basati sul numero di crediti accumulati entri termini precisi e che sono fuori corso da non più di un anno accademico (art. 255 della L. 252/16).

    Gli stessi requisiti sono richiesti, per usufruire di una riduzione delle tasse, agli studenti il cui reddito familiare sia compreso fra i 13.000 ed i 30.000 euro annui (artt. 257 e 258 L. 232/2016).

    E’ stato incrementato anche il fondo statale che integra le risorse regionali per le borse di studio: 210 milioni di euro annui in totale, che dovrebbero garantire il diritto allo studio degli studenti meritevoli in condizioni economiche svantaggiate.

     

    Con questi provvedimenti dovrebbe aumentare ancora di più il numero delle immatricolazioni, già cresciuto nell’Anno Accademico 2016/2017 del 4,3 per cento, con 283.414 matricole, ben 12.295 in più rispetto alla stagione precedente.

    Sono aumentati gli iscritti in quasi tutte le Università d’Italia, come la Statale e il Politecnico di Milano, la Bicocca, le Università di Genova e Ferrara, quelle di Urbino, Macerata, La Sapienza di Roma, Sassari, Siena.

    Va segnalata l’Università di Perugia, con 1.830 ragazzi in più, attratti dall’offerta di borse di studio, agevolazioni sulle tasse universitarie, riduzione dei corsi di studio a numero chiuso ed abbondanza di aule destinate allo studio, dislocate in tutto il centro storico.

    Anche Camerino, nonostante i danni provocati dal terremoto, è cresciuta del 24 per cento.

    Si distinguono gli Atenei del Sud, come il Politecnico di Bari, le Università di Messina, Catanzaro, Salerno e Palermo.

    E’ cresciuta del 41,7 per cento l’Università di Foggia, con 3100 diplomati iscritti, 750 in più dell’anno precedente. Grande successo di Giurisprudenza, mentre Scienze dell’investigazione ha accolto ben 568 studenti.

    Questo risultato deriva certamente dal cambiamento di tendenza degli
    Atenei italiani, che negli ultimi anni hanno rimesso sotto controllo i conti ed iniziato a fare orientamento pre-universitario nelle scuole superiori.

    Anche le istituzioni dimostrano maggiore attenzione ai problemi delle Università, a cominciare dall’ipotesi di potenziare gli alloggi per gli studenti fuori sede, fino ai recenti provvedimenti volti ad aumentare gli stanziamenti per le borse di studio, ridurre le tasse universitarie ed esonerare dal pagamento gli studenti meritevoli meno abbienti.

    Tutti provvedimenti che certamente invoglieranno numerosi studenti a proseguire gli studi dopo il diploma, per prepararsi in maniera adeguata all’ingresso nel mondo del lavoro.

     
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  • Silvia Maj
     
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